Letteratura gastronomica del Meridione d'Italia

 
Letteratura gastronomica del Meridione d'Italia
Autore: Gennaro Avano
Collana: Entropie 84
Categoria: Saggistica/gastronomia
Pagine: 168
ISBN: 978-88-497-1149-3
Data di pubblicazione: aprile 2018
€ 17,00


Gennaro Avano presenta la tradizione e la letteratura gastronomica meridionale come la storia di una condivisione, cui tutte le anime di quello che fu il Regno di Napoli (e oltre) presero parte.
L’analisi si sviluppa su un piano geografico e temporale, osservando l’evoluzione e le caratteristiche della gastronomia nei diversi territori provinciali e nel corso delle epoche storiche, dal periodo antico e medievale fino a quello moderno e contemporaneo. Si scoprono così ricette che nel corso del tempo hanno cambiato denominazione e ricorrono quindi nella storia gastronomica con titoli “ingannevoli” rispetto alla nostra attuale idea di quei piatti: è il caso ad esempio della pizza, che nel vocabolario cinque-seicentesco era qualcosa di simile a una crostata o a una torta; e della classica “salsa di pomidoro”, molto diversa da come la prepariamo oggi. Trova spazio in questo contesto l’esame di documenti letterari quali il poema Gastronomia del filosofo epicureo Archestrato di Gela (IV secolo a. C.), il De re coquinaria di Marco Gavio Apicio (II secolo a. C.) e il Liber de Coquina di anonimo napoletano, risalente all’età angioina. Dal Seicento in avanti, con la nascita di una vera e propria editoria gastronomica meridionale, compaiono poi opere quali La lucerna de’ Corteggiani (1634) di Giovan Battista Crisci e Lo scalco alla moderna di Antonio Latini (1692-94), fino alla vasta produzione del grande gastronomo salentino Vincenzo Corrado, autore di testi quali Il cuoco galante (1773) e Del cibo pitagorico (1781), senza dimenticare La cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti.
L’ultima parte del volume è focalizzata sulla percezione della gastronomia meridionale all’estero negli ultimi due secoli e prende in esame le citazioni che di questa cucina sono presenti nelle opere di autori stranieri quali Marie-Antoine Carême, Auguste Escoffier e Ferran Adrià.

 

GENNARO AVANO, nato nel 1971 e originario di Napoli, è referente per le didattiche speciali al liceo artistico statale di Fermo. Da anni impegnato in una ricerca sulla cultura del Meridione d’Italia, ha pubblicato Tracce per una storia delle arti duosiciliane (2006) e La minestra è maritata. Ritratto storico della gastronomia meridionale (2016).
Artista visivo e musicista, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, al Conservatorio di Musica di Avellino e all’Università degli Studi di Bergamo, fin dagli anni Novanta ha sperimentato soluzioni di mistilinguismo creativo e ha animato numerosi sodalizi artistici. Ha esposto e si è esibito in mostre e performance audiovisive in Italia e all’estero. Come saggista e recensore d’arte ha curato i testi di vari cataloghi, fra cui La rete (2011) e La sensibilità della forma (2013), del maestro Ciro Maddaluno.

 

 






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