Bolero nella villa dei vecchi

 
Bolero nella villa dei vecchi
Autore: Fatos Kongoli
Collana: Passage 102
Categoria: Letteratura balcanica/letteratura albanese
Pagine: 208
ISBN: 978-88-6280-179-9
Data di pubblicazione: novembre 2017
€ 16,00


Parashqevi lavora come infermiera in un ospedale di Tirana. La sua è l’esistenza triste e solitaria di una donna che si considera inclusa nella categoria delle bruttine, arrivando perfino a definirsi come un “essere al grado zero dello sviluppo mentale”. Dalla sua vita grigia e segnata da un passato pieno di eventi tragici (sullo sfondo dei moti del 1997 in Albania), Parashqevi non si aspetta ormai grandi cose.
Per questo motivo, quando un giorno il suo capo le presenta un uomo ricco e influente alla ricerca di una persona di fiducia che si occupi degli anziani genitori, lei accetta. Da quel momento, e per quattro lunghi anni, vivrà nella villa dei vecchi, in una sorta di universo chiuso che rappresenta una dimensione altra rispetto al mondo esterno. Qui, nella casa del signor Irfan e della signora Firdus, a scandire il tempo ci sono i battibecchi fra i due anziani coniugi, le loro stranezze e le lettere che si scambiano per comunicare da un piano all’altro, lettere che scompaiono senza lasciare traccia. Misteriose come la musica del Bolero di Ravel, un altro tassello del linguaggio segreto e spesso indecifrabile che caratterizza il legame fra i due vecchi.

 

“I personaggi di Fatos Kongoli sono trasparenti. Prigionieri di un mondo stagnante senza passato né futuro” (Le Figaro)

“Uno dei migliori romanzi in lingua albanese di questi ultimi anni [...], un’opera che invita a un dibattito sull’emancipazione” (Gazeta Shqiptare)

 

Fatos Kongoli è tra i maggiori esponenti della letteratura albanese contemporanea. Ha lavorato a lungo come redattore presso la casa editrice Naim Frasheri di Tirana. Dal 1998 si dedica esclusivamente alla scrittura. Per tre volte vincitore del Premio Nazionale del Ministero della Cultura dell’Albania come miglior prosatore (1995, 2000, 2002) e del Premio Nazionale “Velia” (2000), nel 2002 ha vinto il Premio Internazionale “Balkanika” con il romanzo Ëndrra e Damokleut, tradotto in Italia con il titolo Il sogno di Damocle (Controluce 2013). L’associazione degli editori albanesi lo ha nominato “Scrittore dell’anno” nel 2006 e il romanzo Lëkura e qenit, tradotto in tedesco, è stato riconosciuto in Germania come “libro del mese” nel giugno dello stesso anno. Di recente è stato nominato membro dell’Accademia delle Scienze dell’Albania.
I suoi romanzi sono stati tradotti in dieci lingue. In Italia sono usciti, oltre al già citato Il sogno di Damocle, anche Il drago d’avorio (Besa 2012) e L’ombra dell’altro
(Controluce 2015).
Di lui e delle sue opere hanno scritto le testate europee più importanti, fra cui “Le Monde”, “Le Figaro”, “La Stampa”, “Le Temps”, “Le Soir”, “Der Tagesspiegel”, “The Independent”, “The Guardian”. La stampa francese lo ha definito “una miscela di Samuel Beckett e Fëdor Dostoevskij”.

 






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