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"La conchiglia bianca" è la storia di uno scherzo frainteso e di una amicizia ritrovata. Sullo sfondo, una vicenda drammatica che per mesi ha occupato ampi spazi sui mass-media: la morte dell'anarchico Edoardo Massaro ed il suicidio della sua compagna, Maria Soledad. Lo scherzo, attuato attraverso alcune lettere anonime è il tentativo di reclutare Giulio, il protagonista, per compiere un attentato. Giulio, seguendo i dettami del proprio disagio morale si emarginerà, allontanandosi dalla città. Ne ricaverà una più lucida consapevolezza della propria vita. Per scoprire l'autore delle lettere tornerà anche nei luoghi del suo passato quando, giovane studente universitario, militava nel movimento studentesco. In contrasto con il progressivo appiattimento delle idee e della cultura della nostra società, Giulio arriva a rivalutare i propri ideali giovanili.
Cesare Perazzini (Roma 1958) inizia a scrivere giovanissimo collaborando ad un giornale sportivo. Intorno ai venti anni si iscrive all'università, Facoltà di medicina e chirurgia, e si trasferisce a Bologna. In quegli anni, con altri autori di Radio Alice, la radio storica del movimento studentesco, collabora alla realizzazione del giornale cittadino "L'Oreste". Per evitare il servizio militare trascorre due anni in Romagna presso l'Associazione Giovanni XXIII
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