Mezzo secolo di storia dell’Occidente visto attraverso la televisione con gli occhi di un gruppo di ragazzi di Valona.
Costretti dalla dittatura a un lungo isolamento fisico e morale, Mao, Stalin, Lenin Gramshi, Partizan (i loro nomi) si attaccano ogni giorno al piccolo schermo. È così che conoscono Adriano, Gianni, Corrado, La Tigre di Cremona, Pippo, Lucio, Eros e altri miti, i nomi dei quali danno il titolo a ogni capitolo, ma anche le Brigate Rosse, il commissario Calabresi, i Beatles, la Juventus, il Vietnam, Kissinger, Coppi, la Thatcher, Aldo Moro, Ustica, la P2, Paolo Rossi, Chernobyl, il muro di Berlino e tanti altri personaggi ed eventi che hanno fatto la storia del secolo scorso. La televisione italiana diventa una grande finestra da dove poter guardare il mondo e cercare di capirlo.
Parallelamente a tutto ciò scorre la loro vita quotidiana che si svolge fra mille difficoltà e divieti, arresti, scontri generazionali. Ma c’è anche la loro voglia di non soffocare dentro quel grande bunker nel quale è stata trasformata la loro patria. Imparano a parlare italiano, a suonare la chitarra, organizzano concerti clandestini, leggono libri proibiti, combattono a modo loro la dittatura. Sognano di scavalcare un giorno la linea dell’orizzonte che li separa dalla libertà. E dopo il crollo del regime qualcuno riesce ad andar via.
Tensione, colpi di scena, ironia, poesia accompagnano costantemente il romanzo, che si legge tutto d’un fiato.
LEONARD GUACI è nato a Valona (Albania) nel 1967. Ha iniziato la sua attività letteraria con numerosi scritti sui giornali albanesi. Nel 1990 si trasferisce a Roma dove vive e lavora. Da allora ha collaborato con i periodici «Lo Stato» e «Il Borghese» e con il TG1. Con Panciera Rossa nel 1999 ha vinto il premio internazionale di letteratura «Antonio Sebastiani».
I grandi occhi del mare è il suo secondo romanzo.
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