L'oro del Salento

 
L'oro del Salento
Autore: Rina Durante
Collana: Cultura e territorio 37
Categoria: saggistica
Pagine: 104
ISBN 88-497-0296-5
€ 13,00


L’ulivo è pianta per eccellenza mediterranea, avendo trovato l’ambiente ideale per la sua crescita nelle molteplici tipologie di terreno e nei climi temperati dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sui pendii sassosi della fascia costiera come sui monti, dal Gargano al Marocco, da Gerusalemme alla Grecia, nelle distese pianeggianti della Spagna e del Portogallo. Anche in Puglia l’ulivo trova la sua terra d’elezione sì da diventare il primo e più prolifico albero da frutto e da alimentare la più ricca delle sue produzioni agricole.
Qui, l’ulivo si adatta benissimo e ha trovato infatti una grande diffusione proprio per l’alta vocazione del territorio.

 

"Rina non pensava che questa dovesse essere l’estrema sua fatica, ma forse quel giorno che vide le bozze senza poterle leggere, le balenò il pensiero di non poter accudire questo figlio come avrebbe voluto. […] L’oro del Salento diventa prezioso testamento intellettuale, ancor più attento alla vita che incarna la storia di un luogo dell’anima chiamato Salento". (Massimo Melillo)

Rina Durante, scrittrice, giornalista e critica letteraria, nata a Melendugno (Le) nel 1928, è morta nel 2004 a Lecce, dove ha tenuto corsi di sceneggiatura nell’ambito dell’insegnamento di Storia del teatro e dello spettacolo alla Facoltà di Beni culturali dell’Università salentina. Dopo aver collaborato con La Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto e l’Unità-Paese nuovo, scriveva ultimamente per il Corriere della Sera-Corriere del Mezzogiorno, quiSalento e Almanacco Salentino.
Ha pubblicato la raccolta poetica Il tempo non trascorre invano (Bergamo, 1951), Il Tramontana (Lecce, 1963), La malapianta (Rizzoli, Milano, 1964) con il quale ha vinto il Premio Salento 1965, Viaggio in Terra d’Otranto (Bari, 1972), Da Verga a Balestrini-Antologia della condizione meridionale (Lecce, 1975), Tutto il teatro a Malandrino (Roma, 1977), Il sacco di Otranto (Bari, 1977), Lecce e la sua provincia (Bari, 1981), Gli amorosi sensi (Lecce, 1996). Per il teatro ha scritto Ballata salentina (1980), mentre per il cinema ha curato il soggetto e la sceneggiatura dei film Il Tramontana (1966) che, tratto dal suo omonimo romanzo breve, rappresentò l’Italia al primo Festival del Nuovo cinema di Pesaro, e La sposa di San Paolo (1989).
Dagli anni Settanta ha condotto ricerche folkloriche ed etnomusicali contribuendo alla riscoperta e alla rinascita degli studi antropologici di Ernesto de Martino sul tarantismo. Dirigente del sindacato scrittori e organizzatrice culturale, ha fondato il «Canzoniere grecanico salentino» curandone I canti di Terra d’Otranto e della Grecìa salentina, long-playing prodotto dalla Fonit-Cetra.
Numerose le commedie e i programmi culturali ospitati dalla Rai in trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui vanno ricordati Sapore di funghi (1976-1977), Il sacco di Otranto (1977), Glossama dedicato alle popolazioni di lingua greca del Salento (1977), Tarantismo (1997) per il programma tv «Misteri».
Si è occupata anche di enogastronomia per la Guida dell’Espresso e con i volumi Tavole e bottiglie eccellenti di Puglia, Molise e Basilicata (Ostuni, 1995) e Cerere e Bacco a piene mani. Una civiltà da salvare (Fasano, 2001).







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