Tarantismo e neotarantismo

 
Tarantismo e neotarantismo
Autore: Anna Nacci (a cura di)
Collana: Astrolabio 35
Categoria: saggistica / tarantismo<120
ISBN 978-88-497-0698-7
€ 14,00



Neotarantismo, un neologismo coniato osservando un fenomeno che coinvolge larghe fasce di persone dislocate su tutto il territorio italiano (e non solo). Un movimento che esprime il bisogno di musica “altra”, per nuovi rapporti comunicativi e relazionali, una domanda di danza catartica fruibile oltre i suoi connotati storici legati alla sofferenza e alla vergogna. Il bisogno, rilevabile in ogni epoca, di liberazione dagli affanni quotidiani e dalle oppressioni di varia natura espresso ancora attraverso e grazie alla musica e alla danza. Contro la globalizzazione, il livellamento culturale e il tentativo di cancellare le diversità attuato dai mass-media, giunge una forte risposta dal basso. Ed ecco folte masse di giovani e meno giovani, che affollano piazze, centri sociali, pub, teatri e qualsiasi altra struttura che proponga concerti di musica popolare, tra cui la pizzica che innesca irrefrenabili momenti di danza collettiva.


Anna Nacci, sociologa e scrittrice, nonché ideatrice e conduttrice della trasmissione radiofonica “Tarantula Rubra”, espone i dati sulle ricerche condotte fra gli odierni appassionati della musica e della danza popolare correlati da prime riflessioni circa il fenomeno del “Neotarantismo”.

Georges Lapassade, etnologo e sociologo, è stato fra i più grandi studiosi degli Stati Modificati di Coscienza e dei riti di transe, uno dei quali è il rito Gnawa ancora praticato in Marocco come rito di guarigione liberazione, ma la cui musica oggi è fruibile oltre il rito e la possessione, tanto da ipotizzare un “Neognawismo”.

Vincenzo Santoro è operatore culturale e organizzatore di concerti di musica popolare salentina quale “carta d’identità” locale e sicuro veicolo per nuove modalità relazionali rifacentesi a metodiche tradizionali quali appunto la danza e la musica, il “ritmo meridiano”.

Piero Fumarola, sociologo, docente presso l’Università di Lecce e studioso degli smc – al suo attivo ricerche ed esperimenti condotti con Lapassade da circa vent’anni – è oggi uno dei tenaci sostenitori della transe metropolitana come una della forme possibili di risposta alla globalizzazione, riflettendo su ciò che oggi viene chiamato “pensiero meridiano”.

Sandro Portelli, docente di Letteratura americana all’Università La Sapienza di Roma, apprezzato scrittore e appassionato estimatore di vari generi musicali, illustra le sue esperienze presso le chiese pentecostali statunitensi pregne di musica e transe, ponendo dei quesiti in merito al Salento e alla pizzica.

Antonello Ricci, antropologo della musica, docente all’Università La Sapienza di Roma e noto ricercatore oltre che musicista di grande rilievo nel panorama della musica popolare, rivisita gli studi di De Martino e Annabella Rossi a quarant’anni dalle più famose indagini antropologiche.

Eugenio Bennato, famoso musicista che già trent’anni or sono decise di optare per le melodie della tarantella in tempi in cui imperversavano il rock e il blues, dando vita a storiche formazioni, oggi ribadisce le leggi musicali della tarantella per una genuina esecuzione della stessa.

Giorgio Di Lecce, storico coordinatore del gruppo Arakne Mediterranea, narra delle sue esperienze quale musico-terapeuta delle ultime tarantolate sottolineando il fondamentale ruolo coreutico nei rituali di guarigione.

Roberto De Angelis, docente di etnologia presso l’Università Orientale di Napoli, ripercorre esperienze di ricerca sul campo condotte negli anni fra i giovani dei centri sociali, rilevando le connessioni insite fra generi musicali, culture, movimenti politici e rapporti sociali.







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